mercoledì 16 gennaio 2008

Un 'idea malata?

Oggi su Repubblica.it ho avuto la "fortuna" di leggere l'editoriale di Ezio Mauro.

http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/benedettoxvi-19/idea-malata/idea-malata.html

Dopo essermi ripreso dai conati ho scritto una lettera alla Direzione del quotidiano:


Caro Direttore,

nel suo editoriale “Un’idea malata” Lei scrive: "fino a ieri, questo era un Paese tollerante", ma non spiega come una lettera aperta scritta da decine di docenti universitari e una manifestazione studentesca possano essere segno di intolleranza.
Lei scrive : "il Papa, che è anche vescovo di Roma, non può parlare all'Università della sua città, in questa Italia mediocre del 2008", ma il papa è stato invitato a parlare e ha deciso di non venire, per non associare la sua immagine a quella di manifestazioni di protesta. Il che dimostra solo lo scarso, se non inesistente, spirito democratico del pontefice (ricordiamo la dura contestazione a Bertinotti alla Sapienza solo qualche mese fa, alla quale il presidente della Camera non si è sottratto).
Lei parla di un risultato "che sa di censura" e come lei tutti (o quasi) i quotidiani e i politici. Ma non si capisce bene con chi ve la stiate prendendo? Con i docenti che hanno scritto una lettera aperta? Con gli studenti che protestano? Contro chi si alzano le vostre insopportabili giaculatorie? Di che cosa li accusate?
Lei scrive ancora: "Ma, se non lui, altri si occuperanno sicuramente di sfruttare questa censura". E allora cosa avrebbero dovuto fare i docenti firmatari? Scrivere una lettera e tenerla nel cassetto? Gli studenti avrebbero dovuto protestare clandestinamente nelle cantine di S. Lorenzo per non dare adito ai piagnistei a cui stiamo assistendo?

Cordiali saluti,

Andrea Baldi

Amsterdam

2 commenti:

Lara ha detto...

Quanto sono d'accordo!!!

Franca ha detto...

Sottoscrivo!