sabato 13 dicembre 2008

Dai giovani tedeschi ai giovani "ricercatori precari"

Hannah Arendt all'inizio degli anni '60 scriveva:

Martin buber definì l'esecuzione [di Eichmann] un "errore di portata storica", che poteva "liberare dal senso di colpa molti giovani tedeschi" - un argomento che stranamente riecheggiava le idee dello stesso Eichmann, il quale proprio per quella ragione aveva espresso un giorno il desiderio di essere impiccato in pubblico. (Questo, probabilmente, Buber non lo sapeva, ma è strano comunque che un uomo dela sua statura morale e della sua intelligenza non si rendesse conto di quanto spurio fosse qul tanto reclamizzato senso di colpa. Sentirsi coplevoli quando non si è fatto nulla di male: quanta nobiltà d'animo! Ma è assai difficile e certamente deprimente ammettere la colpa e pentirsi. La gioventù tedesca, ad ogni passo della sua vita, è circondata da tutte le parti da uomini che oggi rivestono cariche pubbliche importanti e che sono vermanete coplevoli, ma non sentono nulla. Di fronte a questo stato di cose, la reazione normale dovrebbe essere lo sdegno, ma lo sdegno sarebbe molto pericoloso - non un pericolo fisico, ma sicuramente un ostacolo per la carriera. I giovani tedeschi - uomini e donne - che ogni tanto, come in occasione della pubblicazione del Diario di Anna Frank oppure del processo Eichmann, esplodono in manifestazioni isteriche di senso di colpa, non vacillano sotto il peso del passato, sotto il peso delle colpe dei loro padri; cercano piuttosto di sottrarsi alla pressione dei veri problemi attuali rifugiandosi in un sentimentalismo a buon mercato.)

Giulio Palermo scriveva un anno fa sul Manifesto una lettera aperta ai cosiddetti "ricercatori precari":

[...] voi non siete “ricercatori precari”, come dichiarate, bensì siete “aspiranti ricercatori in corso di cooptazione”. Ed è proprio questo essere ancora in corso di cooptazione che vi crea tanti fastidi. Voi vorreste partecipare maggiormente ai privilegi riservati alla corporazione, ma conoscete i rischi della cooptazione. Per questo, rimanete bene in riga, a disposizione del vostro referente e scattate ad ogni sua indicazione. [...]
Che le vostre denunce del malcostume dei concorsi truccati siano false e ipocrite si evince anche dal fatto che vi guardate bene dal portarle in magistratura, perché sapete bene che rompere le regole informali della cupola baronale, significa restare senza protezione.


1 commento:

Daphne ha detto...

Caruccio il tuo blog! Un saluto! ;-)